Home
EHL Italia - Sito italiano di Euskal Herriaren Lagunak
La Sinistra Indipendentista ha concluso il suo processo di dibattito PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Giovedì 04 Marzo 2010 18:45

 

La Sinistra Indipendentista ha convocato questo febbraio le Assemblee Territoriali di Araba, Bizkaia, Gipuzkoa e Nafarroa, riunendo circa 600 militanti indipendentisti in rappresentanza dei più di 270 paesi nei quali ha realizzato il suo processo di dibattito durante questi utlimi mesi. Attraverso la realizzazione di queste assemblee territoriali la Sinistra Indipendentista ha dichiarato concluso il dibattito nel quale ha definito la sua strategia politica.

In queste assemblee i militanti hanno realizzato un’analisi della situazione politica di Euskal Herria e si è valorizzato il processo di dibattito che è stato definito come pianificazione politica della Sinistra Indipendentista per il 2010. Infine, le Assemblee Territoriali hanno ratificato la risoluzione “Zutik Euskal Herria”, che contiene le conclusioni del dibattito e la scommessa politica della Sinistra Indipendentista.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 18:49
Leggi tutto...
 
Condannato Otegi per "apologia del terrorismo" PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Giovedì 04 Marzo 2010 18:44

da Infout

È terminato ieri il processo farsa iniziato lo scorso 27 gennaio e che vedeva imputati Arnaldo Otegi, Josune Irakulis, Itziar Galardi, Estanis Etxaburu e Jon Enparantza, accusati di “apologia al terrorismo” per aver presenziato nel 2005 ad un atto politico in favore di Joxe Mari Sagardui "Gatza", prigioniero politico basco che allora affrontava il suo venticinquesimo anno di prigionia e che tutt'ora continua nelle stesse condizioni.

La sentenza emessa dall'Audiencia Nacional, ha condannato Otegi (attualmente in carcere dopo la detenzione del 14 ottobre scorso ) a 2 anni di reclusione -il massimo della pena- e 16 anni di inabilitazione all'esercizio di qualsiasi carica pubblica. Gli altri 4 imputati sono stati assolti.

È stata sufficiente una frase sulla quale si sono concentrati i magistrati e che ha fatto perno sull'accusa. Il delitto si è costituito quindi su poche parole pronunciate da Otegi all'interno di un discorso politico pubblico: “abbiamo un debito con i prigionieri politici baschi, i rifugiati e i tanti compagni che abbiamo perso nella lotta, e alla fine ce la faremo (...)".

I retroscena che si celano dietro a questo processo non sono di poco rilievo, e occorre quindi evidenziare come gli stessi giudici dell'Audiencia Nacional che hanno condannato Otegi non sapessero fino a pochi giorni prima cosa esattamente avesse pronunciato l'esponente della sinistra abertzale durante il suo intervento pubblico, poiché l'esposizione del discorso avvenne in lingua basca. A parte dedurre che i 5 anni durante i quali è stato portato avanti il processo sembra non siano bastati all'Audiencia Nacional per tradurre quanto detto da Otegi, un episodio simile rende ancora più chiari i termini secondo cui si sta attuando la strategia politica e giuridica da parte dello Stato spagnolo.

Ma quello che sorprende ancor più è l'errore storico scandaloso in cui sono incorsi i giudici nel pronunciare la sentenza. Durante il suo intervento davanti ai famigliari, agli amici e ai compagni del prigioniero politico, Otegi ricordò come Nelson Mandela trascorse 27 anni in prigione e Gatza in quel momento ne stesse attraversando 25 anni (ora sono quasi 30). Rispetto a questa affermazione, i giudici firmatari della sentenza, hanno dichiarato che tale paragone è “improprio e chiaramente falso” non dubitando nel lasciare scritto che Nelson Mandela è “un autentico eroe, che rimase in prigione per motivi ideologici, esclusivamente per questi, ma mai utilizzò la violenza né l'appoggio per ottenere la soppressione dell'apartheid”. Fermo restando che è evidente che Gatza non sia Mandela, in termini di paragone, oltre ai numerosi anni trascorsi in carcere, sono le condizioni disumane e inaccettabili dei prigionieri politici all'interno di uno stato di diritto. Questo era quello a cui alludeva Otegi citando Mandela nel suo discorso. L'errore grave dei giudici dell'Audencia Nacional, tuttavia, ci garantisce per l'ennesima volta come vi è una volontà di distorcere la realtà di fronte all'opinione pubblica, oltre a dimostrare pubblicamente l'ignoranza di tali giudici.

Retroscena a parte, nella giornata di ieri la sinistra indipendentista ha reso pubblico un comunicato stampa nel quale rinnova la volontà di continuare il processo democratico e politico che ha trovato nuovo spunto di partenza dalle conclusioni descritte nel documento “Zutik, Euskal Herria” , emesso nelle ultime settimane. In questo senso, ribadisce oltremodo come gli sforzi dello Stato spagnolo di fermare tale processo siano vani.

Da parte sua, anche il partito basco Aralar ha espresso il suo “disaccordo totale” per la sentenza, chiedendo che venga abolito il delitto di “apologia al terrorismo”, la cui implementazione risale all'anno 2000 in pieno governo Aznar.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 18:48
 
24 Febbraio 2010 - "Tanti popoli un'unica lotta" PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlmilano   
Giovedì 04 Marzo 2010 18:43

Con il corteo svoltosi a Milano lo scorso 20 febbraio si sono concluse le giornate di mobilitazione internazionale con il popolo basco. Giornate che hanno visto partecipare migliaia di persone mobilitate in più di 20 nazioni tra Europa e SudAmerica e che hanno avuto come giornata conclusiva italiana un bellissimo corteo organizzato dai comitati Euskal Herriarren Lagunak (Amici/che del Paese Basco) del territorio nazionale.
Un corteo che ha attraversato le strade di Milano portando quel vento caldo della solidarietà internazionale che ci si prometteva, un corteo che ha visto partecipare la comunità Kurda e Palestinese oltre che ad una presenza significativa delle associazioni che lavorano in solidarietà con i popoli Sud Americani che lottano per il socialismo e il sostegno dei compagni Irlandesi.
Un corteo importante sia per i numeri che si sono mossi (1500 secondo le stime contro i 250 comunicati da media e questura) sia per i contenuti. Abbiamo portato in piazza la nostra solidarietà con un popolo, quello basco, che soffre da decenni una fortissima repressione ad opera di 2 stati colonialisti come Spagna e Francia che utilizzano qualsiasi misura repressiva per provare ad azzittire un popolazione che per proposizione politica e sociale è esempio europeo. Un popolo che nonostante le illegalizzazioni di organizzazioni politiche e sociali di rappresentanza popolare, nonostante i numerosi arresti di attivisti, nonostante l'utilizzo sistematico della tortura applicato dalle polizie presenti sul proprio territorio contro i compagni, nonostante la sofferenza estrema che vive, frutto di una repressione selvaggia; riesce a rimanere in piedi e a proporre, ancora una volta, una soluzione democratica del conflitto.
Abbiamo voluto far aprire il corteo da decine di fotografie di prigionieri politici baschi per testimoniare la nostra solidarietà sia nei loro confronti che nei confronti delle loro famiglie ed amici che ogni settimana attraversano il territorio Iberico per portar loro appoggio e sostegno e, nello stesso tempo, per rivendicare la nostra assoluta complicità nella lotta popolare che si sta esprimendo in Euskal Herria.
Un iniziativa (quella della "mostra" di fotografie) che nel Paese Basco è vietata, come vietato è manifestare in sostegno delle 760 persone incarcerate dai regimi franco-spagnoli che si trovano tuttora in galera. Partecipare alla vita politica in Euskal Herria significa far i conti con restrizioni giuridiche da vero e proprio "stato di eccezione" e per noi, con la convinzione che la solidarietà è un arma, non è accettabile. Per questo abbiamo gridato a gran voce che vogliamo un Euskal Herria libera e Socialista, che vogliamo rispettati i diritti civili del popolo basco, e che, la determinazione del corteo milanese ne è di esempio, Euskal Herria non cammina da sola.
Numerosi sono stati, durante il corteo, gli interventi di rappresentanti delle varie comunità che hanno descritto varie situazioni di estrema drammaticità nelle quali vivono migliaia, milioni di persone tra Kurdistan e Palestina, Colombia, Euskal Herria.
Insieme ai popoli in lotta rivendichiamo con forza la solidarietà internazionalista come strada indispensabile per il raggiungimento di un altro mondo possibile dove i popoli possano autodeterminarsi ed avere modelli sociali differenti da quello capitalista.
Un abbraccio fraterno a tutte le componenti presenti durante il corteo, alla rappresentanza sarda, ai lavoratori delle cooperative in lotta e a tutti i singoli che hanno scelto di rivendicare la solidarietà come arma indispensabile per il cambiamento globale dell'esistente contro tutti gli imperialismi, per il socialismo.
Viva la Solidarietà Internazionalista !!!
Gora Euskal Herria Askatuta !!!

Euskal Herriarren Lagunak Milano
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 18:48
 
Tanti popoli un'unica lotta! PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Martedì 05 Gennaio 2010 18:40

La rete Euskal Herriaren Lagunak/Amici e amiche del Paese Basco lancia un appello per il

CORTEO NAZIONALE


TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA
per la libertà, l'indipendenza e l'autodeterminazione dei popoli

MILANO - Sabato 20 febbraio 2010
ore 15.00 - Piazza Cordusio


Sabato 20 febbraio 2010, a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco, la rete nazionale Euskal Herriaren Lagunak - amici e amiche del Paese Basco, insieme alla Comunità Curda della Lombardia, alla Comunità Palestinese di Milano e all’Associazione Nuova Colombia, lancia un appello a tutti i movimenti, gruppi, singoli e realtà dell'autorganizzazione per indire un corteo nazionale a Milano per il diritto all'autodeterminazione dei popoli che avrà come parola d'ordine "Tanti popoli un'unica lotta".
In un momento di forte crisi economica, politica e sociale cui gli Stati imperialisti rispondono internamente con la repressione e fuori dai propri confini con la guerra, crediamo sia fondamentale rafforzare la solidarietà e i rapporti tra i popoli in lotta che combattono per rivendicare i propri diritti, tra studenti e lavoratori che anche all'interno della cosiddetta "Fortezza Europa" si organizzano per promuovere un modello di società anticapitalista.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Febbraio 2010 09:37
Leggi tutto...
 
Per il socialiamo, libertà per il Paese Basco PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Martedì 05 Gennaio 2010 18:08

Nessun popolo del mondo può liberarsi da solo. È sempre stato necessario, in grandi o piccoli mezzi, l’appoggio, la voce, la complicità e la mobilitazione internazionalista di altre lotte e di altri popoli.

Lo stesso serve a Euskal Herria.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Gennaio 2010 18:42
Leggi tutto...
 


Pagina 1 di 7