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Con il corteo svoltosi a Milano lo scorso 20 febbraio si sono concluse le giornate di mobilitazione internazionale con il popolo basco. Giornate che hanno visto partecipare migliaia di persone mobilitate in più di 20 nazioni tra Europa e SudAmerica e che hanno avuto come giornata conclusiva italiana un bellissimo corteo organizzato dai comitati Euskal Herriarren Lagunak (Amici/che del Paese Basco) del territorio nazionale. Un corteo che ha attraversato le strade di Milano portando quel vento caldo della solidarietà internazionale che ci si prometteva, un corteo che ha visto partecipare la comunità Kurda e Palestinese oltre che ad una presenza significativa delle associazioni che lavorano in solidarietà con i popoli Sud Americani che lottano per il socialismo e il sostegno dei compagni Irlandesi. Un corteo importante sia per i numeri che si sono mossi (1500 secondo le stime contro i 250 comunicati da media e questura) sia per i contenuti. Abbiamo portato in piazza la nostra solidarietà con un popolo, quello basco, che soffre da decenni una fortissima repressione ad opera di 2 stati colonialisti come Spagna e Francia che utilizzano qualsiasi misura repressiva per provare ad azzittire un popolazione che per proposizione politica e sociale è esempio europeo. Un popolo che nonostante le illegalizzazioni di organizzazioni politiche e sociali di rappresentanza popolare, nonostante i numerosi arresti di attivisti, nonostante l'utilizzo sistematico della tortura applicato dalle polizie presenti sul proprio territorio contro i compagni, nonostante la sofferenza estrema che vive, frutto di una repressione selvaggia; riesce a rimanere in piedi e a proporre, ancora una volta, una soluzione democratica del conflitto. Abbiamo voluto far aprire il corteo da decine di fotografie di prigionieri politici baschi per testimoniare la nostra solidarietà sia nei loro confronti che nei confronti delle loro famiglie ed amici che ogni settimana attraversano il territorio Iberico per portar loro appoggio e sostegno e, nello stesso tempo, per rivendicare la nostra assoluta complicità nella lotta popolare che si sta esprimendo in Euskal Herria. Un iniziativa (quella della "mostra" di fotografie) che nel Paese Basco è vietata, come vietato è manifestare in sostegno delle 760 persone incarcerate dai regimi franco-spagnoli che si trovano tuttora in galera. Partecipare alla vita politica in Euskal Herria significa far i conti con restrizioni giuridiche da vero e proprio "stato di eccezione" e per noi, con la convinzione che la solidarietà è un arma, non è accettabile. Per questo abbiamo gridato a gran voce che vogliamo un Euskal Herria libera e Socialista, che vogliamo rispettati i diritti civili del popolo basco, e che, la determinazione del corteo milanese ne è di esempio, Euskal Herria non cammina da sola. Numerosi sono stati, durante il corteo, gli interventi di rappresentanti delle varie comunità che hanno descritto varie situazioni di estrema drammaticità nelle quali vivono migliaia, milioni di persone tra Kurdistan e Palestina, Colombia, Euskal Herria. Insieme ai popoli in lotta rivendichiamo con forza la solidarietà internazionalista come strada indispensabile per il raggiungimento di un altro mondo possibile dove i popoli possano autodeterminarsi ed avere modelli sociali differenti da quello capitalista. Un abbraccio fraterno a tutte le componenti presenti durante il corteo, alla rappresentanza sarda, ai lavoratori delle cooperative in lotta e a tutti i singoli che hanno scelto di rivendicare la solidarietà come arma indispensabile per il cambiamento globale dell'esistente contro tutti gli imperialismi, per il socialismo. Viva la Solidarietà Internazionalista !!! Gora Euskal Herria Askatuta !!!
Euskal Herriarren Lagunak Milano
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