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Jon Anza arrivò a Tolosa quel 18 aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da ehlitalia   
Mercoledì 31 Marzo 2010 21:09

KAYANAKIS AFFERMA CHE SI E' GIA' PROVATO CHE ANZA ARRIVO' A TOLOSA IL 18 APRILE

Da Gara, www.gara.net
20 marzo 2010

Maite Ubiria / Baiona

Gli avvocati della famiglia di Jon Anza sono usciti pubblicamente ieri a Baiona per riportare all'opinione pubblica le opinioni dei parenti riguardo ciò che è accaduto da quando il corpo del militante di ETA è stato ritrovato in un obitorio di Tolosa. Gli avvocati Amaia Rekarte, Xantiana Cachenaut, Arantza Zulueta, Jon Enparantza y Miren Illarreta durante la conferenza stampa hanno espresso " il profondo dolore e rabbia" della famiglia Anza davanti alla serie di fughe di notizie e opinioni espresse sul caso, puntando il dito sul fatto che " la maggior parte delle volte la famiglia ha conosciuto dai media quello che la Polizia e la Giustizia non hanno comunicato in forma ufficiale ; o, quel che è peggio ha dovuto sopportare tutta una serie di contraddizioni fra quello che le è stato detto e quello che è uscito sui giornali. "
La famiglia Anza ha ricevuto la notizia del ritrovamento di un corpo nell'obitorio dell'ospedale di Tolosa il pomeriggio del giovedi 11 marzo, e in poche ore la notizia circolava per le redazioni  dei media. La procura di Baiona, in una successiva conferenza stampa nel tribunale che ha istruito la causa per la scomparsa di Anza, faceva risalire la causa di questa fuga di notizie "a Tolosa", per riconoscere poi che essa stessa era stata informata nel primo pomeriggio dell'11 marzo e che poco dopo cominciò a ricevere chiamate dai giornalisti.

Gli avvocati, rimarcavano anche i successivi ostacoli imposti alla famiglia, prima per riconoscere il corpo di Jon Anza il 12 marzo nell'obitorio del Purpan e dopo perché fosse presente  un esperto di medicina durante la pratica di autopsia sul cadavere.

Quest'ultima analisi è stata praticata lunedì scorso da medici legali francesi sotto la direzione del direttore di medicina legale di Tolosa, il professor Rouget.

Gli avvocati della famiglia Anza, rendevano nota la protesta per questa "decisione inaccettabile" per aggiungere che, una volta aperta la fase istruttoria ( ufficialmente da ieri un giudice di Tolosa ha sulla scrivania il caso), i parenti del militante indipendentista si costituiranno parte civile, cosa che deve permettere loro di accedere alle pratiche svolte fino a quella data e " aprirne altre che considerino opportune per chiarire ciò che è successo a Jon".

Una delle prime decisioni che dovrà prendere la famiglia Anza, una volta ricevuto il risultato ufficiale dell'autopsia, sarà decidere se chiedere "una contro-autopsia o delle analisi supplementari".

Nonostante ciò, gli avvocati riconoscevano che , dopo dieci mesi, il corpo di Anza è in grave stato di deterioramento,cosa che complicherebbe non poco queste analisi. Sottolineavano invece l'importanza, così come hanno detto a GARA medici legali di riconosciuta fama e il medico di fiducia degli Anza, che " ciò che è importante è avere accesso al dossier medico dell'ospedale".

Da qui in avanti, gli avvocati della famiglia, cercheranno di avere risposte alle molte domande che oggi restano sospese. La famiglia non crede alle spiegazioni sulla mancata coordinazione dei servizi che, secondo la procuratrice Anne Kayanakis, avrebbe impedito l'identificazione dell'ex prigioniero politico. " Non possiamo credere che il corpo di Anza sia stato identificato per puro caso dopo undici mesi e abbiamo motivo di credere che durante questi undici mesi sia stato tenuto nascosto", segnalavano gli avvocati per sottolineare subito dopo che se, come ha ripetuto il Pubblico Ministero, si è fatto tutto il possibile per trovare Jon Anza, " non possiamo credere che non si sia stabilita una relazione fra le comunicazioni dell'ospedale riguardo la presenza di una persona non identificata e la ricerca cominciata dopo la denuncia della scomparsa fatta dalla famiglia il 15 Maggio 2009".


Gli oggetti personali di Anza

A cominciare da questa "assoluta mancanza di credibilità" che la famiglia Anza dà alle spiegazioni  avute fino ad ora per chiarire ciò che è successo al loro caro, gli avvocati ieri mettevano sul piatto diverse domande.

I rappresentanti legali della famiglia Anza, puntavano il dito su alcuni degli interrogativi a cui dovrà rispondere il giudice istruttore. Il vicino di Ahetze è partito in treno dalla stazione di Baiona per arrivare a Tolosa il 18 di Aprile stesso (fatto provato adesso dall'indagine), aveva uno zaino e fra i suoi effetti personali, il passaporto, le medicine che doveva prendere per forza, i documenti sanitari...Dove sono tutti questi oggetti che avrebbero permesso l'immediata identificazione di Anza?, si domanda la famiglia.

Secondo l'indagine, quando Anza venne localizzato in cattivo stato di salute sul viale Strasbourg a Tolosa, chi lo raccolse e portò all'ospedale ha fatto una descrizione dell'abbigliamento di Anza che non corrisponderebbe a quello descritto dalla sua compagna nella denuncia di scomparsa.

Visti i molti punti oscuri del caso ed i precedenti di guerra sporca, gli Anza ritengono imprescindibile che "la società continui a fare pressione per arrivare alla verità".

"Rubacalca ha dato una versione alla quale ha creduto solo Alliot-Marie e adesso non ci farà tacere perchè è lui quello che deve dare spiegazioni. Da cosa deve difendersi per lanciare queste minacce?", si domandano i familiari.

Trattamento disumano

La famiglia Anza vuole ringraziare la società per l'appoggio ricevuto in questi duri momenti e i suoi avvocati denunciano il "trattamento inaccettabile" ricevuto dai parenti del militante durante gli undici mesi della sua scomparsa e durante la settimana trascorsa da quando è stato rinvenuto il suo cadavere in un obitorio di Tolosa.

La parte civile


Con il caso in mano ad un giudice istruttore, la famiglia comparirà come accusa, cosa che le permetterà di accedere alla pratiche e cominciare il lavoro di "fare chiarezza sull'eventuale implicazione delle FSE nel sequestro di Anza e la responsabilità delle autorità francesi nell'occultamento del corpo".

Arrivò a Tolosa il 18 di Aprile ma il 29 era vestito diversamente

La procuratrice di Baiona, Anne Kayanakis, convocava ieri pomeriggio i media per informarli che da lì in poi il caso non era più in mano sua. Il pubblico ministero che aveva avuto in mano il caso Anza fin dal momento in cui la famiglia aveva denunciato la scomparsa, il 15 Maggio 2009 e che avrebbe affidato tre giorni dopo alla Polizia Giudiziaria il compito di localizzare il cittadino basco, menzionava la competenza territoriale per spiegare l'"obbligo di passaggio" del dossier giudiziario a Tolosa. La procuratrice, sottolineava che, dalla ricomparsa del corpo del cittadino basco nell'obitorio del Purpan, le pratiche per far luce sulla sua morte si spostano nella suddetta città.

"L'indagine stabilisce senza ombra di dubbio che il 18 di Aprile 2009, Jon Anza si trovava a Tolosa", conferma Kayannakis. La procuratrice si rifugiava dietro il fatto che "il caso era in mano ad un giudice di Tolosa" per non fornire dettagli sul perché adesso, e in che modo, la polizia ha saputo che Jon Anza, partito il 18 aprile 2009 su un treno dalla  stazione di Baiona, arrivò effettivamente a destinazione. Kayannakis chiarisce soltanto che è un fatto provato e non "una mera deduzione".

Fino ad oggi la Pubblico Ministero, ha insistito sul fatto che le indagini della Polizia Giudiziaria non permettevano di trovare prove della presenza di Anza durante questo tragitto (occorre ricordare che la SNCF comunicò alla PJ, sempre secondo quest'ultima, che le immagini registrate nelle stazioni, erano state cancellate). La pubblico ministero non ha voluto chiarire ieri se Anza  è arrivato in treno a Tolosa. In ogni caso, la conferma della sua presenza in città, obbligherà il giudice a stabilire dove è stato negli undici giorni successivi, fino al suo ritrovamento, sull'orlo dello svenimento, all'entrata del ristorante Hipopotamus. Anza,è stato visto da una pattuglia della Polizia Municipale molto tardi, la notte del 29 Aprile 2009. Viene raccolto dal SAMU (ambulanza) e i pompieri prendono parte al suo trasferimento all'ospedale Purpan, dove è arrivato privo di conoscenza al pronto soccorso. Non si sveglierà più fino al giorno della sua morte, l'11 di Maggio.

Secondo quanto è riuscita a sapere la famiglia, ancora una volta da fonti giornalistiche, l'abbigliamento di Anza, al momento del suo ritrovamento, sembra non coincidere con quello che indossava quando è partito da Baiona.
La stessa procuratrice, riconosceva ieri che " non c'è un'esatta corrispondenza" nell'abbigliamento. Anza aveva con sé vestiti di ricambio in uno zaino che non è stato ritrovato e la famiglia prova a capire che vestiti erano prima di affermare o smentire questo nuovo elemento strano che compare nel caso.

La procuratrice sottolinea che l'inchiesta mira a chiarire non solo come è morto Anza, ma anche quello che è avvenuto prima e dopo la sua morte. Per quanto riguarda il prima sarà indagato su questo spazio vuoto di undici giorni, per il dopo, episodi come la precipitosa fuga di alcuni guardias civiles dall'hotel Adaggio.

Quando il processo legale affonda nel dolore

La procuratrice di Baiona ha lasciato la porta aperta all'inserimento di nuove prove su richiesta della famiglia una volta conclusa l'autopsia di Jon Anza. Al sicuro dal procedimento penale (la Kayanakis richiamava l'articolo 11 consacrato al segreto istruttorio), la Pubblico Ministero ribadiva che non è possibile che terzi, siano essi avvocati o medici legali, siano presenti durante l'autopsia riservata a esperti legali francesi." La legge non permette alla famiglia di essere presente". Alle
domande di un giornalista, la procuratrice affermava di non sapere se si era attuato in un modo diverso nel caso di altre morti di militanti baschi, e in concreto nel caso di Oihane Errazkin morta l'8 luglio 2004 nella prigione di Fleury-Mérogis. Quel che è certo è che in questo caso almeno non si è verificata, la stessa situazione vissuta dalla famiglia Anza lo scorso 12 Marzo all'obitorio dove "  prima è stato detto loro che potevano vedere il corpo e dopo gli è stato proibito e fino al pomeriggio un medico di fiducia non ha potuto vedere il cadavere". Nel caso di Errazkin gli avvocati Jon Enparantza e Yolanda Molina erano presenti al riconoscimento del corpo.

Tradotto da:
www.gara.net/paperezkoa/20100320/189407/es/Kayanakis-afirma-que-ha-comprobado-que-Anza-llego-18-abril-Toulouse