| Jon Anza arrivò a Tolosa quel 18 aprile |
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| Scritto da ehlitalia |
| Mercoledì 31 Marzo 2010 21:09 |
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KAYANAKIS AFFERMA CHE SI E' GIA' PROVATO CHE ANZA ARRIVO' A TOLOSA IL 18 APRILE Da Gara, www.gara.net Gli oggetti personali di Anza A cominciare da questa "assoluta mancanza di credibilità" che la famiglia Anza dà alle spiegazioni avute fino ad ora per chiarire ciò che è successo al loro caro, gli avvocati ieri mettevano sul piatto diverse domande. I rappresentanti legali della famiglia Anza, puntavano il dito su alcuni degli interrogativi a cui dovrà rispondere il giudice istruttore. Il vicino di Ahetze è partito in treno dalla stazione di Baiona per arrivare a Tolosa il 18 di Aprile stesso (fatto provato adesso dall'indagine), aveva uno zaino e fra i suoi effetti personali, il passaporto, le medicine che doveva prendere per forza, i documenti sanitari...Dove sono tutti questi oggetti che avrebbero permesso l'immediata identificazione di Anza?, si domanda la famiglia. Secondo l'indagine, quando Anza venne localizzato in cattivo stato di salute sul viale Strasbourg a Tolosa, chi lo raccolse e portò all'ospedale ha fatto una descrizione dell'abbigliamento di Anza che non corrisponderebbe a quello descritto dalla sua compagna nella denuncia di scomparsa. Visti i molti punti oscuri del caso ed i precedenti di guerra sporca, gli Anza ritengono imprescindibile che "la società continui a fare pressione per arrivare alla verità". "Rubacalca ha dato una versione alla quale ha creduto solo Alliot-Marie e adesso non ci farà tacere perchè è lui quello che deve dare spiegazioni. Da cosa deve difendersi per lanciare queste minacce?", si domandano i familiari. Trattamento disumano La famiglia Anza vuole ringraziare la società per l'appoggio ricevuto in questi duri momenti e i suoi avvocati denunciano il "trattamento inaccettabile" ricevuto dai parenti del militante durante gli undici mesi della sua scomparsa e durante la settimana trascorsa da quando è stato rinvenuto il suo cadavere in un obitorio di Tolosa. La parte civile Con il caso in mano ad un giudice istruttore, la famiglia comparirà come accusa, cosa che le permetterà di accedere alla pratiche e cominciare il lavoro di "fare chiarezza sull'eventuale implicazione delle FSE nel sequestro di Anza e la responsabilità delle autorità francesi nell'occultamento del corpo". Arrivò a Tolosa il 18 di Aprile ma il 29 era vestito diversamente La procuratrice di Baiona, Anne Kayanakis, convocava ieri pomeriggio i media per informarli che da lì in poi il caso non era più in mano sua. Il pubblico ministero che aveva avuto in mano il caso Anza fin dal momento in cui la famiglia aveva denunciato la scomparsa, il 15 Maggio 2009 e che avrebbe affidato tre giorni dopo alla Polizia Giudiziaria il compito di localizzare il cittadino basco, menzionava la competenza territoriale per spiegare l'"obbligo di passaggio" del dossier giudiziario a Tolosa. La procuratrice, sottolineava che, dalla ricomparsa del corpo del cittadino basco nell'obitorio del Purpan, le pratiche per far luce sulla sua morte si spostano nella suddetta città. "L'indagine stabilisce senza ombra di dubbio che il 18 di Aprile 2009, Jon Anza si trovava a Tolosa", conferma Kayannakis. La procuratrice si rifugiava dietro il fatto che "il caso era in mano ad un giudice di Tolosa" per non fornire dettagli sul perché adesso, e in che modo, la polizia ha saputo che Jon Anza, partito il 18 aprile 2009 su un treno dalla stazione di Baiona, arrivò effettivamente a destinazione. Kayannakis chiarisce soltanto che è un fatto provato e non "una mera deduzione". Fino ad oggi la Pubblico Ministero, ha insistito sul fatto che le indagini della Polizia Giudiziaria non permettevano di trovare prove della presenza di Anza durante questo tragitto (occorre ricordare che la SNCF comunicò alla PJ, sempre secondo quest'ultima, che le immagini registrate nelle stazioni, erano state cancellate). La pubblico ministero non ha voluto chiarire ieri se Anza è arrivato in treno a Tolosa. In ogni caso, la conferma della sua presenza in città, obbligherà il giudice a stabilire dove è stato negli undici giorni successivi, fino al suo ritrovamento, sull'orlo dello svenimento, all'entrata del ristorante Hipopotamus. Anza,è stato visto da una pattuglia della Polizia Municipale molto tardi, la notte del 29 Aprile 2009. Viene raccolto dal SAMU (ambulanza) e i pompieri prendono parte al suo trasferimento all'ospedale Purpan, dove è arrivato privo di conoscenza al pronto soccorso. Non si sveglierà più fino al giorno della sua morte, l'11 di Maggio. Secondo quanto è riuscita a sapere la famiglia, ancora una volta da fonti giornalistiche, l'abbigliamento di Anza, al momento del suo ritrovamento, sembra non coincidere con quello che indossava quando è partito da Baiona. La stessa procuratrice, riconosceva ieri che " non c'è un'esatta corrispondenza" nell'abbigliamento. Anza aveva con sé vestiti di ricambio in uno zaino che non è stato ritrovato e la famiglia prova a capire che vestiti erano prima di affermare o smentire questo nuovo elemento strano che compare nel caso. La procuratrice sottolinea che l'inchiesta mira a chiarire non solo come è morto Anza, ma anche quello che è avvenuto prima e dopo la sua morte. Per quanto riguarda il prima sarà indagato su questo spazio vuoto di undici giorni, per il dopo, episodi come la precipitosa fuga di alcuni guardias civiles dall'hotel Adaggio. Quando il processo legale affonda nel dolore La procuratrice di Baiona ha lasciato la porta aperta all'inserimento di nuove prove su richiesta della famiglia una volta conclusa l'autopsia di Jon Anza. Al sicuro dal procedimento penale (la Kayanakis richiamava l'articolo 11 consacrato al segreto istruttorio), la Pubblico Ministero ribadiva che non è possibile che terzi, siano essi avvocati o medici legali, siano presenti durante l'autopsia riservata a esperti legali francesi." La legge non permette alla famiglia di essere presente". Alle domande di un giornalista, la procuratrice affermava di non sapere se si era attuato in un modo diverso nel caso di altre morti di militanti baschi, e in concreto nel caso di Oihane Errazkin morta l'8 luglio 2004 nella prigione di Fleury-Mérogis. Quel che è certo è che in questo caso almeno non si è verificata, la stessa situazione vissuta dalla famiglia Anza lo scorso 12 Marzo all'obitorio dove " prima è stato detto loro che potevano vedere il corpo e dopo gli è stato proibito e fino al pomeriggio un medico di fiducia non ha potuto vedere il cadavere". Nel caso di Errazkin gli avvocati Jon Enparantza e Yolanda Molina erano presenti al riconoscimento del corpo. Tradotto da: www.gara.net/paperezkoa/20100320/189407/es/Kayanakis-afirma-que-ha-comprobado-que-Anza-llego-18-abril-Toulouse |


