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Riportiamo di seguito il manifesto di “Herriaabian!”, un collettivo nato nel Paese Basco e che si autodescrive così: “Herriaabian! è una piattaforma popolare per il cambiamento sociale, creata per contrastare l’offensiva reazionaria che noi settori popolari di Euskal Herria (lavoratori e lavoratrici, persone disoccupate, pensionati e pensionate, giovani, donne, persone migranti, eccetera) stiamo soffrendo con la scusa della “crisi.”
L’economia non si organizza per soddisfare i diritti delle persone e i bisogni dei popoli. Al contrario persone e popoli sono sacrificati, in nome dell’economia, sull’altare del capitalismo globalizzato. Una stretta minoranza si accaparra ricchezze equivalenti a quelle di interi paesi, mentre nel mondo 950 milioni di persone soffrono la fame e 6 milioni di bambini muoiono ogni anno per malnutrizione prima di compiere i 5 anni di età. Questi sono alcuni dei numeri che dimostrano la brutale ingiustizia di questo sistema economico imperante.
Anche nel nostro paese sono palesi le disuguaglianze che genera questo sistema. Negli ultimi 10 anni la produzione è cresciuta notevolmente ma la ricchezza creata non si è trasformata in un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Anzi, mentre imprese e banche pubblicano guadagni spettacolari:
- i salari sono diminuiti, si è estesa la precarietà e gli incidenti sul lavoro sono diventati cronici; - continua ad aggravarsi l’oppressione sessuale, economica e sociale sofferta dalle donne; - non si è arrestata la discriminazione sofferta dai settori più precarizzati della nostra società (giovani, pensionati, migranti); - si è negato massicciamente il diritto ad una casa degna; - sono scomparsi migliaia di “baserris”, piccole imbarcazioni, piccole attività commerciali e di trasposto per conto terzi; - i servizi pubblici sono stati privatizzati e si è mercificato l’insegnamento; - migliaia di ettari del nostro territorio sono stati riempiti dal cemento, mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza di Euskal Herria. Ora che i capitalisti non guadagnano tutto ciò che desiderano, tutti i mezzi di comunicazione e le istituzioni ci parlano di “crisi”. Ci sembra davvero offensivo omettere la crisi permanente che soffre la popolazione mentre sostenere gli enormi benefici di impresa è diventata la Priorità Numero Uno.
Effettivamente queste “misure anticrisi” dettate dagli USA e dall’Unione Europea, e imposte da Parigi e Madrid con la collaborazione dei governi di Gasteiz e Irunea (che governano le regioni basche sotto occupazione spagnola, nota di Ehlinfo), sono orientate a recuperare il tasso di crescita dei capitalisti. Questo vuol dire che i settori popolari pagano la ripresa dei loro guadagni mediante:
- licenziamenti e “expedientes de regulacion de empleo, (ERE)” (letteralmente espedienti per la regloalzione dell’impiego, nota di Ehlinfo), riduzioni degli stipendi e incremento dello sfruttamento nel mercato del lavoro in regola, e sovrasfruttamento nel mercato del lavoro sommerso; - trasferimento di denaro pubblico a banche e imprese mentre la spesa pubblica di carattere sociale si riduce; - nuovo impulso alla politica del cemento per soddisfare le imprese costruttrici. Si tratta, in definitiva, di scardinare l’attuale modello economico e il suo sistema finanziario,basati sulla divisione ( sessuale e sociale ) del lavoro.
Noi: persone lavoratrici o disoccupate, donne, giovani, nekazaris, arrantzales, pensionati, migranti, ecologisti, persone con handicap, trasportatori per conto terzi studenti, ... Noi non vogliamo pagare una crisi creata dagli speculatori nella loro avarizia. Non rimarremo con le braccia incrociate di fronte a questa “rifondazione del Capitalismo” che annunciano, puntiamo su un modello economico e sociale alternativo al Capitalismo. e Ci mobiliteremo per il cambio sociale di cui ha bisogno il Pianeta e Euskal Herria. Rivendichiamo: - divisione del lavoro (produttivo e riproduttivo). Redistribuzione della ricchezza; - democratizzazione dell’economia; - un modello di sviluppo democratico dell’ecosistema. Queste sono alcune delle misure strutturali per uscire una volta per tutte dalla vera crisi, quella che genera il sistema capitalista. E per poterle analizzare e implementare dobbiamo avere la capacità di decidere. Quindi rivendichiamo la sovranità per poter costruire un’altra Euskal Herria e dare il nostro apporto alla costruzione di un altro Mondo. E’ necessario ed è possibile.
HERRIAabian Per il cambiamento sociale |